Articolo pubblicato su Animazione Sociale
Autore: Marco Forlani
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Comparazione tra nativi digitali e adulti nell’approccioalla “rete”:
Esistono molti studi e ricerche dedicati alla IAD dai 15 ai 20 anni circa. Oggigiorno è così facile navigare in Internet che il numero di utenti è aumentato, soprattutto tra gli adolescenti (chiamati anche nativi digitali); ecco perché in questa generazione è facile pensare che il rischio di sviluppare una IAD sia più alto rispetto al passato. Un’indagine può evidenziare questo problema: un gruppo di studenti sotto i 18 anni e un gruppo di adulti hanno fatto un test (controllato dal dott. K. Young) su quanto navigano in rete per stabilire il loro rischio di IAD (che può essere classificato come basso, medio o alto profilo). I risultati mostrano che il 34,5% dei minori di 18 anni ha un profilo medio, mentre tra gli adulti la percentuale è del 4,20%. Per questo motivo sembra che gli adolescenti siano più vicini alla IAD rispetto agli adulti. Tuttavia, il rischio elevato è dell’1,10% tra i minori di 18 anni e dello 0,84% tra gli adulti, una differenza non statisticamente significativa. Possiamo quindi formulare un’altra ipotesi: alcuni adolescenti raggiungono un profilo medio ma questo non evolve in un profilo alto di IAD, come se esistessero degli “anticorpi” colturali contro il problema. Per trovare una politica contro l’IAD è molto importante scegliere se credere alla prima o alla seconda ipotesi: in effetti, hanno modi diversi di agire. Credendo alla prima, dovremmo dedicare ricerche per la prevenzione selettiva e mirata. Credendo alla seconda, è meglio concentrarsi su informazioni, pubblicità su tablet e smartphone e consigli per un uso corretto. Si consiglia di effettuare altre ricerche per trovare ulteriori dimostrazioni a queste teorie.
Pubblica su Mission PERIODICO TRIMESTRALE DELLA FEDERAZIONE ITALIANA DEGLI OPERATORI DEI DIPARTIMENTI E DEI SERVIZI DELLE DIPENDENZE
marzo 2016
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Legnano News
11 giugno 2013
Articolo disponibile qui: https://www.legnanonews.com/aree-geografiche/legnano/2013/06/11/mondo_del_lavoro_e_disabilita_/29396/

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Come funziona l’articolo 14
All’interno del progetto “un posto sul 14”, finanziato dalla Provincia di Monza e della Brianza per la promozione dell’uso della convenzione ex articolo 14, è stata realizzata un’intervista all’azienda Panalytical che, con la cooperativa Azalea, è stata una delle prime a sperimentare il dispositivo. L’art 14 permette, per una parte degli obblighi di legge e per determinate categorie di disabilità, all’azienda di conteggiare ai sensi degli obblighi della legge 68 una persona assunta da una cooperativa sociale dando a questa una commessa di lavoro.
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Salute e lavoro: quando l’impresa incontra il sociale
Il mondo del lavoro e quello del sociale sembrano spesso lontani, separati da linguaggi, logiche e obiettivi diversi. Eppure, è proprio dal loro incontro che possono nascere percorsi innovativi di benessere e prevenzione.
📖 Nell’articolo pubblicato su Prospettiva sociali e Sanitarie, raccontiamo l’esperienza del progetto “Salute e Lavoro”, nato dalla collaborazione tra il Dipartimento Dipendenze dell’ASL MI 1 e il Consorzio CS&L.
L’obiettivo? Promuovere la salute nei luoghi di lavoro, prevenire comportamenti di abuso e costruire un dialogo tra aziende, sindacati, servizi pubblici e privato sociale.
🔹 Attraverso ricerche qualitative, formazione e la metodologia della peer education, il progetto ha coinvolto lavoratori e figure chiave aziendali, trasformandoli in veri e propri moltiplicatori di informazione.
🔹 Non solo contrasto alle dipendenze, ma anche promozione di benessere, sicurezza e relazioni positive nei contesti lavorativi.
🔹 Una sperimentazione che ha mostrato come impresa, non profit e istituzioni possano trovare un linguaggio comune e condividere responsabilità per la salute di tutti.👉 Leggi l’articolo completo e scopri come la prevenzione diventa occasione di innovazione sociale e culturale.











