Autore: Marco Forlani

  • Disabilità e Cultura: Un Approccio Antropologico

    Disabilità e Cultura: Un Approccio Antropologico

    Nel percorso di approfondimento delle competenze richieste ai Disability Manager, CSeL ha individuato un aspetto cruciale: tra le conoscenze definite da Regione Lombardia per questa figura professionale rientra anche l’antropologia culturale. Per esplorare questo tema, la dott.ssa Aurora de Toffoli ha tenuto un incontro di formazione rivolto alle referenti delle aziende partner di CSeL coinvolte nei progetti provinciali finalizzati a migliorare la permanenza al lavoro delle persone con disabilità.

    La disabilità non riguarda solo la sfera medica, ma è profondamente intrecciata con la cultura e la società in cui viviamo. L’antropologia culturale ci aiuta a comprendere come la disabilità venga percepita e vissuta in diversi contesti sociali, influenzando le politiche, le pratiche e le opportunità di inclusione. Grazie a questa disciplina, possiamo analizzare le rappresentazioni culturali della disabilità e le barriere sociali che spesso ostacolano la piena partecipazione delle persone con disabilità nella vita quotidiana.

    L’approccio antropologico offre strumenti critici per decostruire stereotipi e promuovere una società più inclusiva, capace di valorizzare la diversità e di garantire pari opportunità a tutti. Integrare questa prospettiva nella formazione dei Disability Manager significa contribuire a costruire ambienti di lavoro più consapevoli, aperti e accessibili.

  • Manifesto PAIS – Patti per l’inclusione sociale

    Manifesto PAIS – Patti per l’inclusione sociale

    Reddito di cittadinanza e percorsi di inclusione: strumenti, esperienze e prospettive

    Il Patto per l’inclusione sociale (PAIS) è uno strumento previsto dal Reddito di cittadinanza che mette al centro le persone più fragili. È un accordo tra beneficiari e un’équipe multidisciplinare dei servizi sociali territoriali che, a partire dall’analisi dei bisogni, costruisce progetti personalizzati di sostegno, orientamento e attivazione.

    Il nostro manifesto nasce dall’esperienza concreta delle équipe impegnate nella gestione dei PAIS nelle province di Milano, Monza e Brianza e Varese. È frutto di un laboratorio di confronto professionale che ha visto operatori e operatrici riflettere insieme su pratiche, criticità e opportunità.

    📌 Gli obiettivi del manifesto

    • analizzare criticità e punti di forza dei PAIS;
    • proporre un modello di lavoro in rete e nuove collaborazioni;
    • alimentare un dibattito informato sulle politiche di inclusione;
    • avanzare proposte migliorative per il futuro.

    📌 I temi affrontati

    • come rendere protagoniste le persone beneficiarie, valorizzandone esperienze, competenze e talenti;
    • quali strumenti operativi adottare nella presa in carico: colloqui, monitoraggi, educazione finanziaria, mediazione culturale, supporto psicologico, orientamento al lavoro;
    • l’importanza delle collaborazioni con enti locali, terzo settore, centri per l’impiego, servizi specialistici e aziende;
    • la centralità del lavoro delle équipe multidisciplinari pubblico/privato e la necessità di accordi di rete stabili.

    📌 Un impegno condiviso
    Il manifesto si rivolge a operatori e operatrici dell’inclusione, amministratori locali, realtà sociali, culturali e produttive. L’obiettivo comune è sviluppare interventi efficaci che vadano oltre l’erogazione del contributo economico, trasformando i PAIS in reali occasioni di crescita, autonomia e inclusione sociale.

    ➡️ Con questo manifesto, CSeL e le équipe coinvolte vogliono dare voce a chi lavora ogni giorno accanto alle persone beneficiarie, offrendo riferimenti di metodo, indicazioni pratiche e proposte concrete per rafforzare i percorsi di inclusione e costruire comunità più giuste e solidali.

  • Non Solo – Un manifesto per l’inclusione lavorativa

    Non Solo – Un manifesto per l’inclusione lavorativa

    Il lavoro non è “solo” un contratto.
    Non è “solo” inserimento in un’azienda.
    Non è “solo” una mansione da svolgere.

    Il manifesto “Non Solo” nasce dal progetto 68Volante e raccoglie riflessioni e pratiche sull’inclusione lavorativa delle persone con disabilità, frutto di un laboratorio che ha coinvolto disability manager, operatori e operatrici della mediazione socio-lavorativa, imprese e realtà del territorio.

    📌 Nei suoi punti chiave, il manifesto ci ricorda che:

    • per lavorare servono strumenti, accessibilità e tecnologie assistive, oltre a un contratto;
    • l’integrazione si realizza nella relazione e nel gruppo di lavoro, non solo nell’ingresso in azienda;
    • il disability manager ha un ruolo fondamentale di mediazione, accompagnamento e valutazione;
    • il lavoro è anche benessere, salute, relazioni, autonomia, e non può essere ridotto a un obbligo burocratico;
    • l’inclusione è un processo di responsabilità condivisa tra aziende, servizi, comunità e istituzioni.

    💡 “Non Solo” è un invito ad allargare lo sguardo:
    verso la pluralità dei percorsi, la valorizzazione delle competenze, la cultura organizzativa che riconosce le diversità come risorsa.

    👉 Scopri il manifesto completo e unisciti al cambiamento: l’inclusione non è una formula da applicare, ma un cammino da costruire insieme.

  • Corriere della Sera

    Corriere della Sera

    22 novembre 2021

    Il tutoraggio

    Tra le difficoltà invece c’è quella di raggiungere il posto di lavoro coi mezzi pubblici: «Non è stato facile, nei primi giorni, affrontare le code e il traffico e cambiare numerosi mezzi affollati. Poi, anche il viaggio per arrivare al lavoro e tornare a casa è diventata una piacevole routine». Decisiva, in un risultato così positivo, il contributo di Cs&L: un consorzio sociale specializzato nell’integrazione lavorativa di persone con disabilità e con svantaggio sociale: «Giulia ha subito mostrato un’attitudine forte per questo lavoro – dice Gaia Pinotti, la tutor che l’ha seguita passo dopo passo – traendo una particolare gioia dal tenere in ordine il reparto e dal disporre i giochi in modo non solo razionale ma anche esteticamente efficace».

    Articolo completo qui: https://www.corriere.it/buone-notizie/22_novembre_01/grazie-metodo-pizzaut-giulia-assunta-toys-sistemare-giochi-da-gioia-8da60620-5269-11ed-8180-68ab22e31c66.shtml?refresh_ce

  • Comparazione tra nativi digitali e adulti nell’approccioalla “rete”:

    Comparazione tra nativi digitali e adulti nell’approccioalla “rete”:

    Esistono molti studi e ricerche dedicati alla IAD dai 15 ai 20 anni circa. Oggigiorno è così facile navigare in Internet che il numero di utenti è aumentato, soprattutto tra gli adolescenti (chiamati anche nativi digitali); ecco perché in questa generazione è facile pensare che il rischio di sviluppare una IAD sia più alto rispetto al passato. Un’indagine può evidenziare questo problema: un gruppo di studenti sotto i 18 anni e un gruppo di adulti hanno fatto un test (controllato dal dott. K. Young) su quanto navigano in rete per stabilire il loro rischio di IAD (che può essere classificato come basso, medio o alto profilo). I risultati mostrano che il 34,5% dei minori di 18 anni ha un profilo medio, mentre tra gli adulti la percentuale è del 4,20%. Per questo motivo sembra che gli adolescenti siano più vicini alla IAD rispetto agli adulti. Tuttavia, il rischio elevato è dell’1,10% tra i minori di 18 anni e dello 0,84% tra gli adulti, una differenza non statisticamente significativa. Possiamo quindi formulare un’altra ipotesi: alcuni adolescenti raggiungono un profilo medio ma questo non evolve in un profilo alto di IAD, come se esistessero degli “anticorpi” colturali contro il problema. Per trovare una politica contro l’IAD è molto importante scegliere se credere alla prima o alla seconda ipotesi: in effetti, hanno modi diversi di agire. Credendo alla prima, dovremmo dedicare ricerche per la prevenzione selettiva e mirata. Credendo alla seconda, è meglio concentrarsi su informazioni, pubblicità su tablet e smartphone e consigli per un uso corretto. Si consiglia di effettuare altre ricerche per trovare ulteriori dimostrazioni a queste teorie.

    Pubblica su Mission PERIODICO TRIMESTRALE DELLA FEDERAZIONE ITALIANA DEGLI OPERATORI DEI DIPARTIMENTI E DEI SERVIZI DELLE DIPENDENZE

    marzo 2016

  • Vita.it

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    3 marzo 2014

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    ottobre 2013