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  • Disabilità e Cultura: Un Approccio Antropologico

    Disabilità e Cultura: Un Approccio Antropologico

    Nel percorso di approfondimento delle competenze richieste ai Disability Manager, CSeL ha individuato un aspetto cruciale: tra le conoscenze definite da Regione Lombardia per questa figura professionale rientra anche l’antropologia culturale. Per esplorare questo tema, la dott.ssa Aurora de Toffoli ha tenuto un incontro di formazione rivolto alle referenti delle aziende partner di CSeL coinvolte nei progetti provinciali finalizzati a migliorare la permanenza al lavoro delle persone con disabilità.

    La disabilità non riguarda solo la sfera medica, ma è profondamente intrecciata con la cultura e la società in cui viviamo. L’antropologia culturale ci aiuta a comprendere come la disabilità venga percepita e vissuta in diversi contesti sociali, influenzando le politiche, le pratiche e le opportunità di inclusione. Grazie a questa disciplina, possiamo analizzare le rappresentazioni culturali della disabilità e le barriere sociali che spesso ostacolano la piena partecipazione delle persone con disabilità nella vita quotidiana.

    L’approccio antropologico offre strumenti critici per decostruire stereotipi e promuovere una società più inclusiva, capace di valorizzare la diversità e di garantire pari opportunità a tutti. Integrare questa prospettiva nella formazione dei Disability Manager significa contribuire a costruire ambienti di lavoro più consapevoli, aperti e accessibili.

  • Manifesto PAIS – Patti per l’inclusione sociale

    Manifesto PAIS – Patti per l’inclusione sociale

    Reddito di cittadinanza e percorsi di inclusione: strumenti, esperienze e prospettive

    Il Patto per l’inclusione sociale (PAIS) è uno strumento previsto dal Reddito di cittadinanza che mette al centro le persone più fragili. È un accordo tra beneficiari e un’équipe multidisciplinare dei servizi sociali territoriali che, a partire dall’analisi dei bisogni, costruisce progetti personalizzati di sostegno, orientamento e attivazione.

    Il nostro manifesto nasce dall’esperienza concreta delle équipe impegnate nella gestione dei PAIS nelle province di Milano, Monza e Brianza e Varese. È frutto di un laboratorio di confronto professionale che ha visto operatori e operatrici riflettere insieme su pratiche, criticità e opportunità.

    📌 Gli obiettivi del manifesto

    • analizzare criticità e punti di forza dei PAIS;
    • proporre un modello di lavoro in rete e nuove collaborazioni;
    • alimentare un dibattito informato sulle politiche di inclusione;
    • avanzare proposte migliorative per il futuro.

    📌 I temi affrontati

    • come rendere protagoniste le persone beneficiarie, valorizzandone esperienze, competenze e talenti;
    • quali strumenti operativi adottare nella presa in carico: colloqui, monitoraggi, educazione finanziaria, mediazione culturale, supporto psicologico, orientamento al lavoro;
    • l’importanza delle collaborazioni con enti locali, terzo settore, centri per l’impiego, servizi specialistici e aziende;
    • la centralità del lavoro delle équipe multidisciplinari pubblico/privato e la necessità di accordi di rete stabili.

    📌 Un impegno condiviso
    Il manifesto si rivolge a operatori e operatrici dell’inclusione, amministratori locali, realtà sociali, culturali e produttive. L’obiettivo comune è sviluppare interventi efficaci che vadano oltre l’erogazione del contributo economico, trasformando i PAIS in reali occasioni di crescita, autonomia e inclusione sociale.

    ➡️ Con questo manifesto, CSeL e le équipe coinvolte vogliono dare voce a chi lavora ogni giorno accanto alle persone beneficiarie, offrendo riferimenti di metodo, indicazioni pratiche e proposte concrete per rafforzare i percorsi di inclusione e costruire comunità più giuste e solidali.

  • Non Solo – Un manifesto per l’inclusione lavorativa

    Non Solo – Un manifesto per l’inclusione lavorativa

    Il lavoro non è “solo” un contratto.
    Non è “solo” inserimento in un’azienda.
    Non è “solo” una mansione da svolgere.

    Il manifesto “Non Solo” nasce dal progetto 68Volante e raccoglie riflessioni e pratiche sull’inclusione lavorativa delle persone con disabilità, frutto di un laboratorio che ha coinvolto disability manager, operatori e operatrici della mediazione socio-lavorativa, imprese e realtà del territorio.

    📌 Nei suoi punti chiave, il manifesto ci ricorda che:

    • per lavorare servono strumenti, accessibilità e tecnologie assistive, oltre a un contratto;
    • l’integrazione si realizza nella relazione e nel gruppo di lavoro, non solo nell’ingresso in azienda;
    • il disability manager ha un ruolo fondamentale di mediazione, accompagnamento e valutazione;
    • il lavoro è anche benessere, salute, relazioni, autonomia, e non può essere ridotto a un obbligo burocratico;
    • l’inclusione è un processo di responsabilità condivisa tra aziende, servizi, comunità e istituzioni.

    💡 “Non Solo” è un invito ad allargare lo sguardo:
    verso la pluralità dei percorsi, la valorizzazione delle competenze, la cultura organizzativa che riconosce le diversità come risorsa.

    👉 Scopri il manifesto completo e unisciti al cambiamento: l’inclusione non è una formula da applicare, ma un cammino da costruire insieme.

  • Salute e lavoro: quando l’impresa incontra il sociale

    Salute e lavoro: quando l’impresa incontra il sociale

    Il mondo del lavoro e quello del sociale sembrano spesso lontani, separati da linguaggi, logiche e obiettivi diversi. Eppure, è proprio dal loro incontro che possono nascere percorsi innovativi di benessere e prevenzione.

    📖 Nell’articolo pubblicato su Prospettiva sociali e Sanitarie, raccontiamo l’esperienza del progetto “Salute e Lavoro”, nato dalla collaborazione tra il Dipartimento Dipendenze dell’ASL MI 1 e il Consorzio CS&L.

    L’obiettivo? Promuovere la salute nei luoghi di lavoro, prevenire comportamenti di abuso e costruire un dialogo tra aziende, sindacati, servizi pubblici e privato sociale.
    🔹 Attraverso ricerche qualitative, formazione e la metodologia della peer education, il progetto ha coinvolto lavoratori e figure chiave aziendali, trasformandoli in veri e propri moltiplicatori di informazione.
    🔹 Non solo contrasto alle dipendenze, ma anche promozione di benessere, sicurezza e relazioni positive nei contesti lavorativi.
    🔹 Una sperimentazione che ha mostrato come impresa, non profit e istituzioni possano trovare un linguaggio comune e condividere responsabilità per la salute di tutti.

    👉 Leggi l’articolo completo e scopri come la prevenzione diventa occasione di innovazione sociale e culturale.

  • Progetti per minori con problemi penali

    Progetti per minori con problemi penali

    CSeL Consorzio gestisce da diversi anni diversi progetti rivolti a minori con problemi penali che necessitano di un accompagnamento per essere reinseriti nel mondo del lavoro.

    Si è deciso di andare ad indagare alcuni dei pregiudizi che si sono riscontrati da parte di alcune aziende verso i ragazzi in carico ai nostri progetti. Alcuni di questi subiscono una doppia discriminazione poiché a quella del carcere si somma quella del loro essere immigrati.

    I video prodotti, tre della durata di 90 secondi l’uno, sono pensati come un’unica storia, Le fatiche di Alì, ma comprensibili anche se visti individualmente, questo per favorire una loro diffusione virale.